Indagate le Cantine Calatrasi: truffa per ottenere fondi pubblici

Indagate le Cantine Calatrasi: truffa per ottenere fondi pubblici

Gli imprenditori palermitani vinicoli Maurizio e Giuseppe Miccichè, avrebbero ottenuto da fondi comunitari in Puglia, oltre 1,5 milioni di euro, riciclandone poi la metà per soli scopi personali.

Di Clara Ambrosi

I proprietari dell’azienda vinicola siciliana Calatresi, Maurizio e Giuseppe Miccichè, situata a San Giuseppe Jato (Pa), sono indagati insieme ad una zia e ad un imprenditore lucano di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e riciclaggio. I finanzieri del Nucleo speciale di polizia Valutaria, coordinati dal comandante Calogero Scibetta, stanno perquisendo le sedi della cantina Calatrasi, sequestrando immobili, conti correnti e gli autoveicoli degli imprenditori. Secondo le indagini, i movimenti finanziari attuati dai due imprenditori palermitani altro non sono che artifici e raggiri della truffa, per cui sono indagati Maurizio e Giuseppe Miccichè, Vincenzo La Barbuta, Elisabetta Croce, Giuseppe Beltempo e altre due società. Beltempo è legale rappresentante della Estates Service che ha contribuito al giro di false fatturazioni per giustificare spese mai sostenute ed incassare il denaro proveniente da fondi comunitari in Puglia, finalizzato in teoria, alla ristrutturazione di una cantina che gli imprenditori avevano aperto a Brindisi.

Tutto inizia nel 2007, quando l’azienda, dopo aver acquistato una cantina nei pressi di Brindisi, richiese un contributo alla regione Puglia per la ristrutturazione della cantina stessa. L’inchiesta parte comunque da una segnalazione bancaria avvenuta nel 2009. Infatti il 3 Novembre di quello stesso anno, Vincenzo La Barbuta, imprenditore lucano e legale rappresentante della Tecnofilling srl, precedentemente socio di Calatrasi, apre un conto corrente di un milione e 638 mila euro nella filiale Unicredit di San Giuseppe Jato. L’assegno era stato staccato nove mesi prima dalla Calatrasi dei Miccichè. Il 10 novembre comunque, parte dal conto di Tecnofilling srl, società specializzata in vendita di macchine agricole, un bonifico con causale:” Caparra acquisto terreno”, il cui beneficiario è Vincenzo Miccichè.

Tempo dopo partirà una segnalazione dalla stessa Unicredit, che avvisa la Banca d’Italia di avere registrato una operazione sospetta. I finanzieri, partendo da due operazioni finanziarie apparentemente scollegate dal contesto, affermano di aver ricostruito ”un articolato sistema di frode, attuato dal rappresentante dell’azienda con l’ausilio di un imprenditore lucano trapiantato a Milano, per mezzo del quale è stata rappresentata alla Regione Puglia una realtà completamente artefatta, sia sotto il profilo dell’impegno finanziario apportato dagli imprenditori nell’investimento, sia sotto il profilo delle spese effettivamente sostenute”.

Secondo il procuratore aggiunto Salvatore De Luca, i sostituti Gaspare Spedale e Claudia Ferrari, i soldi sarebbero serviti per coprire i numerosi debiti aziendali, infatti da ciò che si apprende dal decreto di sequestro firmato dal giudice per le indagini preliminari Fernando Sestito: “La casa vinicola Calatrasi versava in condizioni economiche precarie ed è stata coinvolta in una ristrutturazione aziendale che ha dato vita nel 2009 alla holding Mediterranean Domains”.

Dunque secondo l’accusa e a seguito delle indagini sarebbe emerso che gli imprenditori attraverso fatture, documentazioni false e transazioni bancarie anomale, gli imprenditori hanno ottenuto finanziamenti indebiti, utilizzati in parte per ripianare i debiti, e in altra parte a scopi personali, facendo rientrare parte del denaro in azienda o spartito alle famiglie.

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Eliseo Davì
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Eliseo Davì

Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola", ho collaborato con "L'ora", con il giornale online "MasterLex" e tutt'ora collaboro con "IoStudioNews", Tv7 Partinico e con Tgs. E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.
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