Isola, ausiliari del traffico ancora in attesa dello stipendio di Settembre 2015

Isola, ausiliari del traffico ancora in attesa dello stipendio di Settembre 2015

Il mio non è in alcun modo un attacco personale, politico o di qualsiasi altro genere a sindaco, amministrazione, consiglio comunale o altre figure istituzionali. La mia vuol essere soltanto un’amara riflessione ed un’esortazione ad assumersi le responsabilità derivanti dai ruoli che si ricoprono, ancor più, se possibile, in certe terre”: è così che si apre la lettera aperta che il cittadino di Isola delle Femmine Vincenzo Bruno, che durante la scorsa estate ha prestato servizio come ausiliario del traffico del nostro Comune, ha inviato alla redazione de “Il giornale di Isola”. Tre mesi di lavoro, sei giorni su sette (31 giorni no stop ad Agosto) che non sono stati retribuiti se non parzialmente. Ecco la sua lettera:

enzo bruno“Per tre mesi mi sono svegliato sei giorni a settimana consapevole che per il mio lavoro, onestissimo e legittimo lavoro, sarei stato odiato e insultato deliberatamente, senza nemmeno dover reagire, perché così ci fu spiegato, giustamente, dal corpo di polizia municipale. E non solo alle offese, ma anche ad eventuali aggressioni fisiche, alle quali io, fortunatamente, sono andato solo vicino, mentre un paio di miei colleghi, ahimè, hanno dovuto subire anche quelle. E’ stata questa la nostra estate: Luglio, Agosto e Settembre, sei giorni a settimana. Anzi, no. Perché i responsabili della società a cui il comune di Isola delle Femmine ha affidato il servizio hanno deciso che ad Agosto dovessimo lavorare sette giorni su sette, trentuno giorni su trentuno, e pazienza se il contratto prevedesse il giorno di riposo settimanale. Ovviamente la retribuzione rimaneva sempre la stessa. A nulla valsero le mie recriminazioni a riguardo: “le nostre esigenze sono queste, se vi sta bene è così, altrimenti ciao”. E allora va bene anche questo, sono tempi in cui un lavoro è pur sempre un lavoro, anche se di soli tre mesi. Pazienza. Un’altra volta. Oh, un lavoro abbastanza ben pagato anche, bisogna essere sinceri. Sì, ben pagato…

Ci versano gli stipendi di Luglio e Agosto. Probabilmente temendo che altrimenti avrebbero perso la mano d’opera e, conseguentemente, il loro guadagno. Poi, il 30 Settembre si conclude il servizio e ci lasciano con la garanzia, a parole, che ad Ottobre avremmo avuto anche l’ultimo stipendio. Ecco, ad Ottobre. Forse abbiamo sbagliato a non farci specificare di quale anno. Sono passati otto mesi e siamo ancora in attesa, o meglio, in realtà abbiamo perso ogni speranza. L’avvocato responsabile della Sfera s.r.l.s., questa la società in questione, con sede a Vittoria, per qualche mese ci ha rimandato di quindici giorni in quindici giorni, finché, da Pasqua in poi, si è reso telefonicamente irrintracciabile.

Dall’amministrazione comunale abbiamo saputo solo ad Aprile, dopo sette mesi, che a quanto pare anche con loro la società ha un debito, e che si starebbe decidendo di adire le vie legali. La Sfera s.r.l.s., fin quando ha risposto al telefono, ha raccontato di difficoltà economiche, che lasciano me e i miei colleghi quantomeno perplessi, dal momento che noi sappiamo benissimo il tipo di incassi che hanno fatto a Isola delle Femmine, soprattutto nei mesi di Luglio e Agosto.

macchineIo non so come finirà questa vicenda, molto probabilmente non rivedremo i nostri soldi, quelli che ci spetterebbero di diritto avendo svolto pienamente il nostro lavoro, fino all’ultimo giorno, facendo incassare la società tramite la vendita dei ticket per il parcheggio e rimpinguando le casse del comune di Isola delle Femmine con i soldi delle multe, quelle casse che pagano anche i compensi di sindaco, assessori, comandante della polizia municipale e servizi vari per i cittadini. Allo stato attuale delle cose, a Settembre noi abbiamo lavorato, gratis, per tutti loro e, paradossalmente, anche per tutti voi che ci insultavate. Chi mi ripagherà per le cose che non ho potuto fare senza quei soldi in questi mesi? La frustrazione e la rabbia sono i sentimenti che prevalgono, e più volte in questi mesi ho ripensato a certe parole di Giovanni Falcone: “Ci si dimentica che il successo delle mafie è dovuto al loro essere dei modelli vincenti per la gente. E che lo Stato non ce la farà fin quando non sarà diventato esso stesso un «modello vincente»”.

Ecco. In questa vicenda, c’è qualcuno che ha “sbagliato” tra le istituzioni? Chi consente ad una s.r.l.s., società a responsabilità limitata semplificata di ottenere la gestione di un simile servizio pubblico, ben sapendo che, in una società così costituita, nessuno dei suoi soci pagherà con il proprio patrimonio i debiti della stessa in caso di fallimento? Una società che, per legge, non può avere un capitale superiore a 9.999,99 euro (somma già inferiore a quella che devono a noi dipendenti) e che può essere costituita anche con un solo euro di capitale, che garanzie può dare? Ci sarà qualcuno, una volta tanto, che saprà e vorrà prendersi le proprie responsabilità e pagare per quelle? Oppure, come al solito, si dirà che nessuno ha colpe specifiche, se non quei “gentiluomini” della società che non paga i debiti?

macchine 2Mi aspetterei risposte a tutte queste domande, ma sono abbastanza grande da non credere più alle favole. E allora, ritornando alle parole di Falcone, mi sento di poter dire che ancora una volta è questo il modello che offre lo Stato, un modello perdente! In contrapposizione al “modello vincente” che mi offrivano tutte quelle persone, e non erano poche, che posteggiando sulle strisce blu offrivano di darmi uno o due euro, anziché pagarne quattro alla società che gestiva il servizio, purché io chiudessi un occhio e non li multassi. Confesso che in questi mesi, qualche volta, mi sono pentito di non avere accettato. Un po’ me ne vergogno, ma allo stesso tempo, ripensando alla mia situazione, riesco anche a comprendere questo pensiero, perché tra qualche settimana il Comune di Isola delle Femmine rimetterà in vigore le strisce blu, incassando anche altri soldi dalle multe, un’altra società (si spera almeno più seria) intascherà i soldi dei ticket, i responsabili della vecchia società continueranno a godersi i soldi dello scorso anno ed io sarò ancora senza lo stipendio che mi spetta.

Tra pochi giorni sarà il 23 Maggio. Per il ventiquattresimo anno, proprio sul nostro territorio, si commemorerà la morte del giudice Falcone, della moglie e degli uomini della loro scorta, e tante altre belle parole verranno lanciate al vento senza far seguire ad esse dei fatti. Allora vi lascio con un altro pensiero del giudice che andrete a commemorare:

Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto, contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili”.

Vincenzo Bruno

Il voto dei nostri lettori
[Voti: 15    Media Voto: 4.2/5]

Commenti

Share