Gli Acroliti esposti a Palermo prima di volare all’Expo

Gli Acroliti esposti a Palermo prima di volare all’Expo

Prima di volare all’Expo, gli Acroliti sono stati esposti per un giorno intero a Palermo, presso il Museo Salinas.

di Eliseo Davì

L’Expo è ormai alle porte e la Sicilia è (quasi) pronta. “Avevano detto che non saremmo arrivati a Expo”, ha dichiarato il governatore Rosario Crocetta, “non solo andremo all’esposizione internazionale, ma siamo stati i primi a completare il nostro spazio“: la “Piazzetta Sicilia” verrà inaugurata, all’interno del Padiglione Italia, il 5 maggio e i lavori, cominciati un mese fa, ormai sono in via di completamento.

La Sicilia lungo il cardo ha a disposizione un’area di circa 100 metri quadrati (piazzetta n. 4) dove allestirà il suo personale stand. Come ha spiegato l’architetto Laura Galvano, ideatrice del progetto, all’interno troveranno posto gli Acroliti di Morgantina rappresentanti le divinità Demetra e Kore (madre terra e sua figlia, legate entrambe alla ciclicità delle stagioni), che rappresentano il tema dell’esposizione universale “nutrire il pianeta, energia per la vita”: nel mito Demetra rivela i segreti dell’agricoltura ai siciliani, ancor prima che agli ateniesi. Il volto sorridente delle due dee rappresenterà la terra siciliana. Un enorme schermo, di 20mq circa, proietterà di continuo immagini della Sicilia con i suoi prodotti, i suoi territori, le sue eccellenze, i riti e i culti legati al cibo e così via.

Prima di volare all’Expo, gli Acroliti hanno fatto tappa a Palermo, dove sono rimasti esposti al pubblico per un giorno interno, il 27 aprile, presso il Museo Salinas. Si tratta di due magnifiche opere di età arcaica realizzate in marmo che prendono il nome di acroliti dal greco dal greco “àkros” “in cima, alto, estremo” e “lithos” “pietra”, un tipo di statua che presso gli antichi Greci veniva realizzata solo nella testa, nelle braccia o mani e nei piedi, utilizzando pietra, marmo o avorio, mentre il resto della statua veniva realizzato con materiale meno pregiato o deperibile.

I palermitani hanno così potuto ammirarle assise nei loro troni e avvolte nelle stole di Marella Ferrera, in tutta la loro bellezza e carica espressiva, che ci catapulto in un mondo antico e ormai perduto, ma ancora affascinante.

2

Il voto dei nostri lettori
[Voti: 4    Media Voto: 5/5]

Commenti

Eliseo Davì
Seguimi su:

Eliseo Davì

Ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza con lode presso l'Università degli Studi di Palermo. Ha scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Scrive sul blog di informazione online "Il giornale di Isola", ha collaborato con "L'ora", con il giornale online "MasterLex", con "IoStudioNews", Tv7 Partinico e Tgs.
Eliseo Davì
Seguimi su:
Share