Differenziata Anno Zero

Differenziata Anno Zero

Mentre al Nord la differenziata si fa da quasi vent’anni, nel nostro paese siamo ancora a zero. Ce lo racconta Walter Giacetti, esperto nazionale del problema dei rifiuti. E intanto parte un’iniziativa per la raccolta differenziata, che ha un ambizioso obiettivo: lo sconto della TARI del 70%. Oltre che un paese pulito.

di Eliseo Davì

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Incontro con Walter Giacetti

 “Parlare di questi problemi mi ha fatto fare un salto indietro nel passato di almeno 15 anni”. Walter Giacetti, esperto nazionale nel settore dei rifiuti e della comunicazione ambientale, commenta così ai nostri microfoni l’incontro tenutosi il 31 Gennaio presso il Lido Miramare, organizzato dai promotori dell’iniziativa “Week-end a Isola delle Femmine” (iniziativa turistico-ambientale ideata e realizzata dal comitato civico “Isola delle Femmine bene comune” e da LIBERACQUA ONLUS), sul tema della raccolta differenziata. In visita di piacere in Sicilia, è stato invitato a prendere la parola e a raccontare la sua esperienza a vari imprenditori locali. A Isola delle Femmine ha riscontrato   una situazione “piuttosto negativa” (per usare un eufemismo!), visto che nel 2015 è un dato scandaloso che “sia a zero nella raccolta differenziata”. Lui, a Padova, ha cominciato nel lontano 1995 ed è da quasi vent’anni che si occupa di raccolta differenziata, gestione e recupero di rifiuti.

Giacetti è attualmente Dirigente responsabile dell’area Ricerca e Sviluppo e Progetti Innovativi per l’ETRA spa, nonché amministratore unico della società controllata Sintesi srl di Vigonza. La società ETRA è sempre stata fortemente caratterizzata dalla vocazione al trattamento delle frazioni organiche e i suoi impianti trattano ad oggi complessivamente circa 100.000 tonnellate all’anno di rifiuti organici, con risultati di eccellenza sia nel panorama nazionale che internazionale. In particolare Giacetti è redattore di numerosi progetti e studi per l’implementazione di tali servizi innovativi di gestione dei rifiuti in diverse realtà nazionali. È spontaneo chiedersi come un tale sistema non sia riprodotto nella nostra realtà locale, dove il problema dei rifiuti è il primo che gli amministratori comunali devono affrontare.

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Discarica di Bellolampo

Isola delle Femmine come Napoli: cumuli di rifiuti ricoprono le strade per decine di metri e rimangono lì per settimane, anche durante il periodo estivo! Una situazione ai limiti dell’emergenza sanitaria. La situazione è parzialmente migliorata da quando si è insediata ad Isola la nuova amministrazione, ma le difficoltà sono enormi! L’anno è cominciato decisamente male, all’insegna dell’emergenza rifiuti in 47 comuni della provincia di Palermo, con conseguente blocco della raccolta dei rifiuti fino al 6 gennaio per consentire la rimozione delle centinaia di tonnellate di spazzatura che ricoprono il territorio di Carini. Il problema deriva dal fatto che le discariche siciliane stanno per esaurirsi e possono contenere solo una limitata percentuale di rifiuti e l’enorme quantità che arriva da Carini nell’impianto di San Giorgio a Catania ha mandato in tilt il sistema. L’emergenza è rientrata perché il presidente Crocetta ha firmato una nuova ordinanza per revocare il provvedimento: il nuovo piano prevede la turnazione a giorni alterni dei comuni del palermitano e dell’agrigentino nelle uniche discariche attive, quelle cioè di Bellolampo e di Catania. Ma la situazione rimane precaria, complice la crisi dell’Ato: il 23 dicembre scorso è fallito l’Ato rifiuti alto Belìce Palermo 2, mentre la gestione dell’Ato Palermo 1 (in cui rientra Isola) è sofferta. E oltre al danno c’è la beffa, dato che i cittadini (o almeno parte di essi) si trovano a pagare tasse esorbitanti per un servizio quasi inesistente, a cui si aggiungono i costi per un’emergenza ormai permanente.

Alla radice del problema di questa incredibile e drammatica storia, comunque, vi è il fatto in Sicilia la raccolta differenziata dei rifiuti, oggi, è sotto il 5-6% per cento. Era cresciuta dal 2001 al 2008, ma poi è arrivato il governo Lombardo e sono tornate le discariche, perlopiù private.  In particolare secondo i dati dell’osservatorio dei rifiuti della Regione Siciliana la raccolta differenziata nel Comune di Isola delle Femmine è passata dal 13,2% del 2008 al 1,5% del 2013. Ed è qui che entra in gioco l’iniziativa della LIBERAQUA ONLUS, promotrice del progetto “Prove tecniche di raccolta differenziata”, presentata durante l’incontro di cui sopra, in cui è intervenuto Giacetti. Mentre al Comune si discute di fare la raccolta differenziata, ma allo stato attuale ancora non è stato prodotto alcun documento, l’ambizioso obiettivo del progetto è di ottenere uno sconto sulla TARI (ex TARSU) del 70% sulla tariffe del 2015 per le utenze commerciali, le più colpite dal problema dei rifiuti, dato che, come denunciato da alcuni partecipanti all’incontro, fanno fuggire i turisti a gambe levate. Nella prima fase è prevista la partecipazione al progetto solo delle attività che hanno già aderito all’iniziativa “Baratto cibo in cambio di raccolta differenziata” (Bar Scalici, Bar Gran Caffè, Bar Lo Bianco, Bar Valentina, Fimis Bar, Bar Giada, Bar Lido Miramare) e successivamente verranno coinvolti tutti i ristoranti, le pizzerie e gli alberghi presenti ad Isola delle Femmine, in un sistema che prevede incentivi forma di “ecobonus”.

Durante l’incontro Giacetti ha più volte sottolineato che le resistenze ad adottare un sistema di contenitori-raccolta-differenziata-001raccolta differenziato non sono di carattere tecnico: “In questi 20 anni si è dimostrato che non ci sono problemi di carattere tecnico-organizzativo che non siano affrontabili! Il problema non sta sul piano operativo; è chiaro che bisogna pianificare e organizzare per bene le cose, ma le competenze ci sono e i servizi si possono implementare in pochi mesi, con progetti e finanziamenti adeguati. Anche il cittadino risponde molto bene a questo sistema. Se le cose sono fatte secondo un progetto i risultati sono sicuri, dalla Sicilia alla Val d’Aosta”. È palese che se i problemi non sono di carattere tecnico ne di ostilità del cittadino, derivano dalla volontà politica (se non meramente di interessi economici).

Questa iniziativa è un primo passo, che vuole anche essere da stimolo per la politica; d’altronde se le risposte non arrivano dall’alto, bisogna partire dal basso. Come ha scritto Pino Caruso, Prodotto prodigioso la spazzatura: basta non fare nulla e si riproduce da sé”. Ecco, adesso bisogna fare qualcosa!


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Eliseo Davì

Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola", ho collaborato con "L'ora", con il giornale online "MasterLex" e tutt'ora collaboro con "IoStudioNews", Tv7 Partinico e con Tgs. E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.
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