Pro Loco, SiciliAntica e Lipu contro le trivelle. Pino Rubino: “Vogliamo un mare pulito per i nostri figli”

Pro Loco, SiciliAntica e Lipu contro le trivelle. Pino Rubino: “Vogliamo un mare pulito per i nostri figli”

Il referendum sulle trivellazioni è ormai alle porte ma sembra che i giornali e le tv non se ne siano accorti. Si parla poco del tema e c’è molta disinformazione. Per questo la Pro Loco di Isola delle Femmine ha deciso di abbracciare la causa e di scendere in piazza per informare la cittadinanza, insieme alla Lipu, alla nuova associazione SiciliAntica, al comitato cittadino “Il mare di Sferracavallo” e ad altre associazioni locali di Isola e dintorni. L’obiettivo è quello di raggiungere il quorum e di dire “SI’” all’abrogazione della norma che consente che le trivellazioni possano proseguire fino ad esaurimento del giacimento.

6145_582244475277683_4084584920728607288_nLo scorso mercoledì sera si è tenuto, nella sede della Pro Loco, il primo incontro per organizzare la campagna di informazione sul referendum, al quale, fra gli altri, hanno partecipato Agata Sandrone, presidente di SiciliAntica, Vincenzo Di Dio, direttore della riserva naturale orientata di Isola delle Femmine, e il presidente della Pro Loco, Pino Rubino. “Questa non è una lotta politica. La Pro Loco è un gruppo apartitico. Noi non intraprendiamo questa lotta per scopi di colore politico. Lo facciamo perché vogliamo un mare pulito per i nostri figli, perché è importante per il turismo, che è la ricchezza di Isola delle Femmine”, ha affermato Rubino, “da isolano, devo lottare perché nessuno inquini il mare, la nostra ricchezza”. “In realtà le tematiche ambientali sono una scelta politica, nel senso più alto del termine”, ha corretto il tiro Vincenzo Di Dio, il quale ha sottolineato come il “sì” al referendum contro le trivelle è anche una presa di posizione contro il governo Renzi, il quale si augura che il referendum fallisca e invita la popolazione a disertare la votazione.

Durante il dibattito che ha animato la serata sono emerse le obiezioni alla rinuncia alle trivelle, in particolare la perdita dei posti di lavoro. “Le trivelle sono dei privati, non dello Stato, che prende al massimo il 7% di royalties”, ha spiegato Di Dio. “Inoltre disinvestendo sulle trivellazioni si può investire sul turismo e sulle fonti rinnovabili”, ha aggiunto Pino Rubino. La task force formata dalle varie associazioni locali adesso dovrà convincere tutta la cittadinanza, con un documento che spiega le ragioni del “SI’” e una campagna di sensibilizzazione, che culminerà domenica 10 aprile, in piazza Umberto I.

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Eliseo Davì
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Eliseo Davì

Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola", ho collaborato con "L'ora", con il giornale online "MasterLex" e tutt'ora collaboro con "IoStudioNews", Tv7 Partinico e con Tgs. E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.
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