Analisi dei dati sulla qualità dell’aria a Isola delle Femmine

Analisi dei dati sulla qualità dell’aria a Isola delle Femmine

Sono anni che questo tema è al centro del dibattito nel nostro paese: l’Italcementi è sicura, si o no? E le emissioni a cui tutti assistiamo da tempo ci devono preoccupare, inquinano o rispettano i parametri di legge? Un ragazzo di Isola delle Femmine ha deciso di affrontare la questione con una tesi di laurea, dedicata all’“Evoluzione socio-demografica del Comune di Isola delle Femmine”, attraverso un’approfondita analisi dei dati diramati dall’Arpa.

di Eliseo Davì

Giuseppe Dejan LucidoA causa dell’imponente fabbrica di cemento a ridosso della città, il tema della qualità dell’aria a Isola delle Femmine è stato molto discusso negli ultimi anni, richiamato spesso in causa dai cittadini stessi, preoccupati per i rischi per la propria salute”, scrive Giuseppe Dejan Lucido, studente del corso di statistica per l’analisi dei dati. Fra marzo e maggio Giuseppe ha svolto un tirocinio negli uffici del Comune, una collaborazione che gli ha consentito di raccogliere i dati che gli servivano per il suo report finale. “Ho richiesto io di poter fare questo tipo di report, perché sono molto legato al mio paese, volevo saperne di più e metterne in luce alcuni aspetti”, ci ha spiegato. I dati che ha utilizzato per la sua relazione sono quelli acquisiti dalla centralina per il monitoraggio dell’aria, installata presso la scuola media F. Riso, relativi ai mesi di marzo, aprile e della prima decade di maggio 2016, che riportano, con frequenza giornaliera, i livelli di concentrazione nell’aria dei principali agenti chimici inquinanti e potenzialmente pericolosi per la salute, in particolare i livelli di concentrazione del PM (particulate matter, un mix di particelle solide e liquide che si trovano in sospensione nell’aria) e degli ossidi di azoto.

Gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni di polveri in aria e la manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie, in particolare asma, bronchiti, enfisemi”, scrive Giuseppe, “a livello di effetti indiretti inoltre il particolato agisce da veicolo per sostanze ad elevata tossicità, quali ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici”. Nel report viene spiegato che le particelle di dimensioni inferiori costituiscono un pericolo maggiore per la salute umana, in quanto possono penetrare in profondità nell’apparato respiratorio. “È per questo motivo che viene attuato il monitoraggio ambientale di PM10 e PM2.5, che rappresentano, rispettivamente, le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro aerodinamico inferiore a 10 µm e a 2.5 µm. Gli ossidi di azoto (NOx) sono l’insieme dei monossidi di azoto (NO) e dei biossidi di azoto (NO2) ma dal momento che l’NO non è soggetto a normative, perché non inquinante di per sé, si può escludere dall’analisi”, continua la relazione.

Le soglie di concentrazione in aria delle polveri fini PM10 e PM2.5 e di ossidi di azoto sono stabilite dal decreto legislativo numero 155 del 2010:

  • per il PM10 il valore limite annuale (cioè la media annuale) per la protezione della salute umana è di 40 μg/m3, il valore limite giornaliero è di 50 μg/m3 da non superare più di 35 volte l’anno;
  • per il PM2.5 il valore limite annuale è pari a 25 μg/m3;
  • il valore limite annuale di NO2 è di 40 μg/m3.

centralinaAnalizzando i grafici riguardanti il campione di osservazioni rilevato ad Isola delle Femmine”, conclude Giuseppe nella sua relazione, “si nota come le medie dei livelli di concentrazione nell’aria di tutti e tre gli inquinanti, nel periodo di tempo considerato (81 giorni), siano al di sotto del valore limite annuale e quindi non presentano un rischio concreto per la salute”. Nella relazione però si precisa che, per quanto riguarda i dati relativi al PM10, si segnalano, nei giorni 20 marzo, 21 marzo e 13 aprile, dei valori che vanno decisamente oltre il valore limite giornaliero, rispettivamente 127, 327 e 65. “Anche se ipotizzando un equidistribuzione dei superamenti durante l’anno non si supererebbero le 35 volte stabilite per legge, i valori del 20 e 21 marzo potrebbero rappresentare un campanello d’allarme essendo ben 2,5 e 6,5 volte più alti della soglia”.

L’analisi dei dati sulla qualità dell’aria è però solo una parte dell’ampia ricerca portata avanti da Giuseppe Dejan Lucido: nel suo report sono oggetto di approfondimento anche il tema della raccolta differenziata, della balneabilitá delle acque, dei delitti denunciati negli ultimi 10 anni, l’evoluzione e la composizione demografica e i tutti i dati di censimento riguardanti l’istruzione, il lavoro e gli aspetti sociali, oltre che una serie storica sul bilancio e il confronto con i Comuni di Capaci, Carini e Torretta. Una ricerca molto valida e che può essere d’aiuto per capire le dinamiche del nostro paese e le sue prospettive future, uno strumento indispensabile per chi ha ricevuto l’incarico di amministrate il Paese. Per saperne di più, però, bisognerà aspettare la discussione della tesi, che si svolgerà il mese prossimo nei locali l’Università degli Studi di Palermo.

dati centralina

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Eliseo Davì
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Eliseo Davì

Ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza con lode presso l'Università degli Studi di Palermo. Ha scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Scrive sul blog di informazione online "Il giornale di Isola", ha collaborato con "L'ora", con il giornale online "MasterLex", con "IoStudioNews", Tv7 Partinico e Tgs.
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