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Goletta Verde a Palermo: dibattito sull’area marina protetta di Capo Gallo-Isola delle Femmine, una risorsa da salvare e rilanciare

Goletta Verde a Palermo: dibattito sull’area marina protetta di Capo Gallo-Isola delle Femmine, una risorsa da salvare e rilanciare

L’area marina protetta di Capo Gallo – Isola delle Femmine è nata nel 2002 allo scopo di proteggere l’ambiente naturale e valorizzare le risorse biologiche della zona, ma a distanza di quindi anni è ancora all’anno zero. I palermitani hanno un tesoro a portata di mano, ma rischiamo di perderlo in breve tempo. Questa non è retorica: nei luoghi in cui le aree marine protette hanno funzionato, esse sono state il motore dello sviluppo del territorio. Di questo tema si è parlato in occasione dell’arrivo a Palermo della Goletta Verde di Legambiente, il battello ambientalista, che dal 1986 percorre le coste italiane prelevando e analizzando campioni d’acqua ed eseguendo su ognuno le analisi previste dalla legge.

doletta verdeL’imbarcazione è rimasta ormeggiata per due giorni presso il Circolo Canottieri della Cala (banchina Lupa) e il capitano Marco Tibiletti ci ha consentito di salire a bordo per visitarla. Mercoledì 12 luglio, presso il circolo canottieri, si è tenuto un dibattito sull’area marina protetta di Isola delle Femmine e Capo Gallo, una risorsa da salvare e rilanciare. Fra i partecipanti che hanno preso la parola vi sono stati Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, Maria Pia Bottino, dell’assessorato regionale all’ambiente, Sergio Marino, assessore all’ambiente del Comune di Palermo, Renato Chemello, dell’Università di Palermo, Stefano Bologna, sindaco di Isola delle Femmine, Simone Aiello, del comitato “Il mare di Sferracavallo”, e Tata Livreri Console, direttore dell’area marina protetta dell’isola di Ustica.

Nell’ultimo anno si sta muovendo qualcosa, ma ancora l’area marina protetta non riesce a decollare e siamo ancora lontani da una vera e propria gestione”, ha commentato Francesco Liotti, di Mesogeo Legambiente. “Abbiamo trovato un asituazione drammatica”, gli ha fatto eco Sergio Marino, vicesindaco di Palermo con delega allo sviluppo sostenibile, mare e coste, “ma ora il meccanismo si sta rimettendo in moto. È però necessaria l’attività di controllo. Ho visto io stesso i gommoni ed acquascooter correre nella zona protetta, nonostante le boe di delimitazione. Se non c’è controllo, non si può preservare il patrimonio naturalistico. Il patrimonio ittico e naturalistico, infatti, man mano si sta depauperando e se si perde viene meno il senso stesso dell’area marina protetta”, continua Marino, “è anche necessario far partecipare in modo attivo alla gestione dell’area anche i pescatori e le associazioni ambientaliste. È in fase di realizzazione il regolamento dell’a.m.p. , che manderemo al Ministero per l’approvazione. In questo modo avremo tutti gli strumenti per gestire veramente l’area marina protetta”. Secondo il biologo marino Renato Chemello, docente dell’Università di Palermo, “la gestione dell’area deve essere intesa come un lavoro a tempo pieno e deve essere utilizzato un metodo scientifico”. Una buona notizia è che nel nuovo ente di gestione per la prima volta ci sarà anche l’Università di Palermo, che potrà così proseguire l’attività di ricerca.

area marina protetta capo gallo isolaSimone Aiello, del comitato cittadino “Il mare di Sferracavallo”, nonché promotore di numerose iniziative per la valorizzazione dell’area marina protetta, ha sottolineato l’importanza di integrare la gestione dell’area marina con la riserva terrestre di Capo Gallo, a cui ancora è impedito l’accesso per il pericolo di caduta massi. “Se la gestione fosse integrata, sarebbe più efficiente. È anche necessaria la pulizia della costa e la demolizione degli ecomostri”. È intervenuto anche Tata Livreri Console, direttore dell’area marina protetta dell’isola di Ustica, di recente premiata con le 5 vele di Legambiente. “La gestione dell’area marina protetta deve pensare in termini di visione e di missione”. Dello stesso parere è anche il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna: “Adesso è necessario fare un salto di qualità nel minor tempo possibile, con una visione precisa ed un programma operativo”. Per quanto riguarda il tema dei controlli, il sindaco ha sottolineato come non possa bastare l’attività della polizia municipale, ma come si renda necessario l’intervento della Capitaneria di Porto nonché il coinvolgimento delle associazioni, dei volontari e dei pescatori, che aiutino a far prendere coscienza dell’importanza dell’area. Le risorse per rilanciare l’amp ci sono, come ha chiaramente affermato, Maria Pia Bottino, dell’assessorato regionale all’ambiente: “Adesso le risorse ci sono, vanno però utilizzate in modo opportuno”.

La discussione si è conclusa con la decisione di riaggiornarla in breve tempo, si spera con la presenza del nuovo direttore dell’area marina protetta. La giornata si è conclusa con “La ballata di Colapesce, una storia non inventata”, con la voce narrante di Felice Liotti e la chitarra di Pino Messina, e con lo “Yoga al tramonto”, a cura dell’associazione “Il giardino di Bea Tan”.

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Eliseo Davì
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Eliseo Davì

Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e collaboro con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.
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