Yoga all’Ucciardone: libertà dietro le sbarre

Yoga all’Ucciardone: libertà dietro le sbarre

Ha avuto inizio il 28 ottobre il progetto “Liberi dentro” ideato, proposto e condotto dall’insegnante di yoga Antonio Vassallo. L’iniziativa intende aiutare i detenuti fornendo loro tecniche concrete per promuovere e mantenere la salute ed il benessere mentale, anche negli spazi angusti di un carcere, attraverso il lavoro esperenziale con il corpo e il respiro. Prevede, grazie alla continua e personale ricerca interiore, di aumentare la consapevolezza di sé, sviluppare il proprio potenziale umano per raggiungere il benessere psicofisico, limitare l’aggressività e contrastare la depressione; affiancare lo yoga agli strumenti attuali utilizzati dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, fornendo ai soggetti reclusi la chiave per acquisire la consapevolezza del valore della propria esistenza e migliorare la vita detentiva in termini di disagio e stress psicofisico.

yoga carcere1Avrò degli incontri periodici con i detenuti, che nei primi anni sperimenteranno le tecniche di pranayama, di hatha yoga e di rilassamento”, spiega Antonio Vassallo, di origini capaciote ma residente a Carini, “successivamente beneficeranno anche delle tecniche di meditazione. Sabato scorso ho fatto la prima lezione nella sala grande della casa circondariale di Palermo, stracolma di detenuti che hanno dimostrato grande interesse e tanta voglia di imparare le tecniche di questa millenaria disciplina. Devo riconoscere”, aggiunge l’organizzatore, “che la burocrazia finalmente non ha rallentato i tempi, infatti in poche settimane ho ottenuto l’autorizzazione ad avviare il corso di ‘yoga della cultura dei Rishi’ il cui obiettivo è quello di aiutare i detenuti per il raggiungimento del loro benessere psico-fisico. Tutto questo, è stato possibile grazie alla professionalità, umanità e sensibilità della direttrice dottoressa Rita Barbera e del collaboratore dottor Nunzio Brugugnone che da subito si sono adoperati per ottimizzare l’iter burocratico, per niente semplice, ottenendo in breve tempo tutte le autorizzazioni necessarie”.

yogaL’obiettivo che si propone Vassallo è quello di creare una sorta di oasi di pace in un ambiente segregato che talvolta si tramuta in una gabbia esistenziale. “La costante pratica di questa millenaria disciplina stimola il detenuto che in poco tempo ha la possibilità di entrare in contatto con se stesso, di potersi guardare senza giudizio, con occhi neutri, e di poter conoscere meglio il funzionamento ed i bisogni del corpo”, spiega Vassallo, “e queste sicuramente possono essere esperienze preziose per persone che vivono rinchiuse. Prendersi cura del corpo del recluso, cercare di garantirgli un benessere fisico, è un modo per ricordargli e ricordarci che abbiamo a che fare con delle persone, con le loro responsabilità e le loro colpe, ma anche con i loro bisogni, le loro necessità, i loro diritti. Attraverso la pratica dello ‘yoga della cultura dei Rishi’ si può raggiungere una condizione di serenità ed un profondo contatto con se stessi. Focalizzando l’attenzione sulla propria interiorità si diventa sempre più consapevoli di chi siamo e di ciò che vorremmo essere veramente. Lo yoga considera l’uomo unione di corpo, psiche e spirito. Ricercare l’equilibrio in tutte le attività della vita, far sì che l’uomo non si attacchi a persone e cose, respingere sentimenti ingannevoli che portano malessere al corpo e alla mente, possono essere alcuni degli obiettivi. Quando la mente è agitata, il respiro è agitato; quando il respiro è calmo, la mente è calma; controllando il respiro, si può accrescere l’energia vitale, tenere a bada gli stati emotivi ansiosi, raggiungere una maggiore concentrazione mentale e gettare le basi per la meditazione. Tutto il lavoro che andremo a fare”, conclude l’insegnante, “è per raggiungere il seguente obiettivo: elevare la coscienza dell’essere umano sviluppando tutto il suo potenziale”.

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Eliseo Davì
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Eliseo Davì

Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e collaboro con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.
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