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Polemiche sul monumento della strage Falcone. Il dirigente Rai si giustifica: “L’infamia è il troppo poco per la memoria”

Polemiche sul monumento della strage Falcone. Il dirigente Rai si giustifica: “L’infamia è il troppo poco per la memoria”

Carlo Verdelli

Carlo Verdelli

Perdonatemi se lo dico: ma quel monumento di Capaci, se qualcuno lo ha visto da vicino, è un’infamia, perché di fronte a quel monumento delle vittime della mafia non ci si può neppure fermare con la macchina perché ti tirano sotto. C’è una piazzola piccolissima”: è questa la frase, pronunciata dal direttore dell’offerta informativa Rai, Carlo Verdelli, difendendo in commissione di Vigilanza la scelta di mandare in onda l’intervista a Salvo Riina, che ha indignato migliaia si Siciliani e non e ha acceso il dibattito sul monumento alla memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta a poco più di un mese dalle commemorazioni della strage di Capaci.

A seguito di questa dichiarazione, il segretario Pd di Capaci, Salvatore Roccalumera, ha scritto direttamente a Verdelli per manifestargli la sua indignazione e per invitarlo a partecipare alla manifestazione del prossimo 23 maggio (leggi qui). La risposta di Verdelli non si è fatta aspettare. Pubblichiamo, in esclusiva, la lettera integrale inviata a Roccalumera:

Caro dottor Roccalumera,

la ringrazio della lettera pubblica che ha voluto inviarmi dopo le polemiche seguite al mio intervento in Commissione di Vigilanza del 13 aprile e più in generale all’intervista di Bruno Vespa al mafioso Salvo Riina.

Capisco il suo sdegno, condiviso da moltissimi cittadini (non solo siciliani), di fronte all’espressione che ho usato riguardo al monumento di Capaci: “un’infamia”. Parola terribile, insopportabile, ingiusta, se si vuole isolarla dal contesto in cui l’ho detta e dal significato che, con tutta evidenza, intendevo darle.

lettera raiNon mi sogno di sottovalutare gli undici anni di sforzi che tante persone hanno impiegato per dare vita a una struttura architettonica che doveva necessariamente sorgere lì, nel punto della strage, dove le possibilità tecniche sono quelle che sono. Non mi sono di mancare di rispetto a un luogo che è una pietra miliare nella storia di questo Paese, storia di gente per bene e gente per male, di eroi e di boia, di grandezze civili e nefandezze criminali.

Quello che cercavo di comunicare era che alcuni si questi eroi-simboli (come il giudice Falcone, Francesca Morbillo e tutte le persone che li scortarono quel 23 maggio) meriterebbero da parte dello Stato, di quello Stato che loro hanno difeso fino alle conseguenze estreme, uno sforzo di memoria, e quindi di investimento nella memoria, molto più grande di quello, pur nobilissimo, che siete riusciti a far sbocciare come alto fiore tra le pietre di quel curvane di autostrada.

L’“infamia” era riferita al troppo poco. E il “troppo poco” non dipende da nessuno di voi ma è responsabilità di ciascuno di noi, dello Stato appunto, della politica, della società tutta. Questo, e non altro, è il senso di una parola “sbagliata”.

Grazie

Carlo Verdelli

A seguito della lettera di risposta di Verdelli, Roccalumera ha rinnovato al direttore l’invito a partecipare alle manifestazione del 23 maggio che si terrà al Giardino della Memoria. I sindaci dei Comuni di Isola delle Femmine e Capaci, Stefano Bologna e Sebastiano Napoli, hanno diramato un comunicato congiunto in cui commentano la lettera di Verdelli e  lanciano un’appello alle istituzione e ai media:

Le Amministrazioni Comunali di Capaci e Isola delle Femmine, che orgogliosamente condividono la responsabilità di perpetuare la memoria della strage del 23 maggio 1992, orrendamente perpetrata nel loro territorio, nel prendere atto dei doverosi chiarimenti offerti dal direttore Rai Verdelli – al l’esito della lettera inoltrata dal dott. Roccalumera – colgono l’occasione per sollecitare le Istituzioni ed i Media a porre al centro del dibattito culturale il tema della legalità e della lotta alle mafie, modellando provvedimenti normativi e scelte editoriali sui valori della giustizia e della trasparenza.

stele falconeI Sindaci siciliani, in prima linea nel contrasto al crimine organizzato, hanno costante bisogno dei fattivi stimoli che giungono dalle comunità, ponendosi ogni cittadino come sentinella, custode della realtà locale. Il messaggio del dott. Roccalumera, col fascino dell’intransigenza gentile, ci richiama ai nostri doveri, e al contempo ci fa sentire meno soli nel quotidiano impegno per la costruzione di una Sicilia libera e fiera. Il 23 maggio, ai piedi della Stele, renderemo omaggio agli eroi dell’Italia in cui crediamo: il Giardino della Memoria non ospita turisti, ma Testimoni. Vi aspettiamo, come sempre, con affetto!

I Sindaci

Cogliamo l’occasione di questa polemica per portare l’attenzione su quel lembo di terra: dopo quasi 24 anni da quel tritolo che ha cambiato per sempre la storia della Sicilia e dell’Italia, il luogo cui sono morti Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani è ancora un luogo abbandonato, che viene utilizzato come un parcheggio. Il progetto del giardino “Quarto Savona Quindici” – il nome in codice della scorta di Falcone – c’è, è stato realizzato dagli architetti Valentina Careri e Fabrizio Cassibba (vedi qui), ed è stato approvato, ma rimane in mano alla Presidenza della Regione. Speriamo che, in vista delle prossime celebrazioni, si muova qualcosa, ma soprattutto che venga definitivamente realizzato questo luogo commemorativo che tutti aspettano da quasi un quarto di secolo. Non ci possiamo più accontentare di veder rivivere l’area solo per le cerimonie di commemorazione!

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Eliseo Davì
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Eliseo Davì

Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola", ho collaborato con "L'ora", con il giornale online "MasterLex" e tutt'ora collaboro con "IoStudioNews", Tv7 Partinico e con Tgs. E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.
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