Isola delle Femmine, sin dalle origini luogo di scambi culturali e di dialogo interreligioso

Isola delle Femmine, sin dalle origini luogo di scambi culturali e di dialogo interreligioso

Sin dalle origini quello che sarebbe diventato il paese di Isola delle Femmine è stato crocevia di popoli, di culture, di tradizioni, luogo di incontro e di scambio interreligioso. Ne è convinto Giuseppe Bellone, cittadino isolano fondatore di un gruppo di preghiera che da anni si pone l’obiettivo di rivalorizzare la fede tramandata e nel tempo affievolitasi e la storia del paese di Isola delle Femmine, quasi del tutto cancellata o distorta.

punta mateseDalle ricerche effettuate mi risulta che l’ecumenismo e il dialogo interreligioso nel territorio è esistito sin dal tempo dei Sicani”, spiega Bellone, “nei secoli, per la posizione geografica di Isola delle Femmine, tra Palermo e Carini, i vari popoli che si sono succeduti passavano di qui e sostavano tra Punta Matese (nei pressi del quale oggi sorge l’Hotel Bellevue) e Piano Levante (oggi piazza Nicolò Piombino). In questi momenti di sosta i viaggiatori pregavano negli antichi altari, le cui tracce sono ancora oggi visibili a Punta Matese. Nella Sicilia occidentale il cristianesimo si è sviluppato sin dai primi secoli e certamente si diffuse anche nel territorio di Isola delle Femmine, dove almeno fino al IV sec. d.C. vi era, sull’isolotto, un’industria di lavorazione del pesce, per la produzione del garum, una salsa di pesce molto apprezzata dai romani ed importata in tutto l’impero”. Le tracce delle sette vasche in cui si produceva il garum sono state scoperte negli anni ’80 Gianfranco Purpura, professore  ordinario di diritto romano e diritti dell’antichità presso l’Università di Palermo, e sono ancora oggi visibili (per approfondire clicca qui).

chiesa 2Secondo Bellone il culto di Maria SS delle Grazie, la Madonna della Tonnara, avrebbe radici molto antiche, molto più di quanto sin ad ora si sia creduto (per approfondire clicca qui). “Sin dai primi secoli della diffusione del cattolicesimo in Sicilia, i nostri bisnonni si riunivano in preghiera una casetta (cappella) adiacente alla Tonnara, rivolgendosi a Maria SS delle Grazie”, spiega Bellone“non avevano un sacerdote, ne un sindaco, non conoscevano la teologia, si limitavano alle semplici preghiere e si rivolgevano a S. Pietro e S. Andrea, che furono i pescatori per eccellenza. La nostra icona della Madonna della Tonnara, con i santi Pietro ed Andrea, potrebbe essere o precedente all’occupazione araba, cioè del periodo bizantino, oppure potrebbe essere stata importata dai monaci dell’abbazia di Cava de’ Tirreni, nei pressi di Almafi”. Nel 1174, infatti, l’abate Benincasa di Trinità di Cava de’ Tirreni inviò due monaci al monastero di Monreale e, trascorsi due anni, Guglielmo II re di Sicilia chiese all’abate di inviare a Monreale un ulteriore congruo numero di monaci. Cento monaci, con a capo l’abate Teobaldo, insieme ai ministri del re, partiti dall’abbazia di Cava, si imbarcarono nella triremi reale ed approdarono in Sicilia il 20 marzo dell’anno 1176, vigilia della festività di San Benedetto, accolti con tutti gli onori da re Guglielmo che consegnò loro il monastero. Nel 1176, inoltre, Guglielmo II fece alla chiesa di Santa Maria Nova di Monreale alcune concessioni, fra cui la Tonnara che sorgeva ad Isola delle Femmine e le sue pertinenze, insieme cioè al santuario. 

Maria SS delle GrazieSicuramente alcuni monaci venivano ad Isola sia per controllare l’andamento della pesca che per le benedizioni al mare e ai pescatori, affinché la pesca fosse abbondante”, continua Bellone, il quale vede nell’icona della Madonna della Tonnara un simbolo di ecumenismo: i santi Pietro ed Andrea, in essa raffigurati, infatti, sono rispettivamente considerati fondatori della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa, separatesi con il grande scisma del 1054. “Dal concilio Vaticano II in poi si cerca di riavvicinare le due Chiesa. Quindi, a mio modesto parere, la nostra icona, con i santi Pietro e Andrea, rappresenta il punto cardine per il dialogo interreligioso”, continua Bellone, “anche papa Francesco ci esorta al dialogo interreligioso, affermando che l’incontro ecumenico va preservato nel suo significato profondo secondo uno spirito di unità”. Per questo Giuseppe Bellone si rivolge alla cittadinanza di Isola delle Femmine, alle associazioni locali e alle autorità: “Propongo di valutare se il santuario di Isola delle Femmine possa essere elevato a santuario ecumenico. Propongo inoltre di entrare a far parte anche noi nel mondo dell’ecumenismo, prendendo come esempio la cittadina di Gangi, che organizza incontri sulle religioni monoteistiche del mondo, con appuntamenti con esperti e docenti, al fine di farci portavoce di un messaggio di pace”. Questa iniziativa, secondo Bellone, potrebbe contribuire anche al rilancio turistico di Isola delle Femmine e per questo propone anche di valorizzare l’area di punta Matese e l’ex caserma militare. Bellone, inoltre, si riserva di rendere noti, in futuro, documenti sulla storia locale mai pubblicati prima.

Il voto dei nostri lettori
[Voti: 9    Media Voto: 4.8/5]

Commenti

Eliseo Davì
Seguimi su:

Eliseo Davì

Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola", ho collaborato con "L'ora", con il giornale online "MasterLex" e tutt'ora collaboro con "IoStudioNews", Tv7 Partinico e con Tgs. E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.
Eliseo Davì
Seguimi su:
Share