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Caso Stacchio: nuove immagini della sera della tentata rapina finita in tragedia

Caso Stacchio: nuove immagini della sera della tentata rapina finita in tragedia

A poche ore dalla pubblicazione da parte del “Corriere della Sera” delle immagini riprese dalla telecamere a circuito chiuso della gioielleria di Roberto Zancan, torna a far discutere il tristemente celebre episodio dell’uccisione di Albano Cassol, giostraio di 41 anni, consumata da parte di Graziano Stacchio, un benzinaio, una persona qualunque che si è trovata semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato… o magari l’esatto contrario, considerando che, come mostrano appunto dalle riprese, l’unica cosa su cui non c’è da discutere è il fatto che i 4 banditi (5 se consideriamo il complice già all’interno della gioielleria ) erano li per fare di tutto, tranne sicuramente che comprare un nuovo collier alle proprie mogli. Pistole, Kalashnikov e mazze gli strumenti di “lavoro” di questi malviventi, che con un efferatezza degna del miglior film di Hitchcock vengono ripresi durante il tentativo di sfondare le porte di vetro, eroicamente chiuse da Genny, la commessa della gioielleria, per cercare di accedere al locale.

Volendo cambiare punto di vista, vuoi vedere che magari Stacchio il “pistolero” si trovava proprio nel posto giusto al momento giusto? E’ vero, è stata tolta una vita, gesto che mai può e deve essere compiuto o commentato a cuor leggero, ma stando a quello che riportano le immagini il tutto si è consumato in pochi minuti, pochi interminabili minuti in cui un uomo, che stava svolgendo LEGALMENTE il suo lavoro, assistendo a tutta la scena dalla pompa di benzina di fronte alla gioielleria ha agito di istinto, reazione innescata probabilmente dal fatto che la commessa, sua conoscente, Genny, fosse nel più totale panico causato da questo gruppo in assetto militaresco che forzava le porte del proprio luogo di lavoro. Più colpi di segnalazione sparati in aria da parte del benzinaio, colpi che hanno causato la risposta dei delinquenti con una scarica di proiettili, fino al triste momento in cui proprio Cassol, avvicinandosi pericolosamente a Stacchio, è stato gambizzato da quest’ultimo, per poi morire dissanguato duecento metri più in la dopo essere stato abbandonato proprio dai suoi “colleghi”.

A detta del benzinaio mai decisione fu più sofferta di questa, mai avrebbe voluto togliere la vita a qualcuno e rovinare la propria e, a prova di questo, proprio pochi giorni a dietro è andato a Vicenza e ha firmato una proposta di legge per la costituzione del Dipartimento per la difesa civile, non armata e non violenta lanciata dall’assessore al comune di Vicenza Isabella Sala, centrosinistra, che si occupa di iniziative a favore della pace. Proprio cosi, il “grande assassino” che va contro se stesso: come mai, vi chiederete? Ebbene si, Stacchio ha dichiarato di essere contro ogni tipo di violenza, specie quella armata. Non per questo ha evitato di essere indagato per eccesso di legittima difesa, in un paese in cui il ladro è quasi tutelato, vuoi per la crisi, vuoi perché: “Ma la pistola era finta!”, e il cittadino, che reagisce e mette a repentaglio la propria vita per difenderne un’altra, deve essere sottoposto a un iter disciplinare quantomeno discutibile e privo di qualsiasi logica.

Di Alberto Valenti

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