Cerimonia per l’anniversario della Liberazione: deposta una stele per gli eroi di Isola

Cerimonia per l’anniversario della Liberazione: deposta una stele per gli eroi di Isola

Ieri mattina a Isola si è celebrato il 70esimo anniversario dalla Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo con una cerimonia che si è svolta a Piano Ponente. La banda musicale del comune di Castellammare del Golfo ha preceduto un corteo composto dall’Amministrazione comunale, l’Associazione Reduci e Militari, le Forze dell’ordine e alcune decine di cittadini, che ha lasciato piazza Pittsburg e ha attraversato le strade di Isola fino a Piano Ponente, dove, al suono squillante della tromba, si è svolto l’alzabandiera. Subito dopo, nel silenzio degli astanti, il sindaco Stefano Bologna ha mostrato ai cittadini la stele che è stata posta in memoria degli eroi di Isola delle Femmine caduti nelle due guerre mondiali e accanto ad essa le autorità cittadine hanno deposto una corona d’alloro.

DSC00417Dopo l’intonazione dell’Inno di Mameli, la medaglia d’oro Benedetto Salvino, superstite dell’attentato di Nassirya, e alcuni giovani hanno ridato voce ai partigiani, leggendo le lettere scritte dal carcere da questi uomini che hanno dato la vita dell’Italia prima che fosse eseguita la condanna a morte. “Muoio in piedi“, scrive Paolo; “Viva l’Italia martoriata, che presto rifiorirà libera e indipendente“, scrive Andrea.

A conclusione della cerimonia, il Sindaco Stefano Bologna, che si è detto soddisfatto per “una bellissima e partecipata cerimonia con tanti giovani“, che testimonia che “i cittadini hanno senso dello Stato e rispetto per la Patria e per la Sua Storia“, ha sottolineato come il 25 aprile non è una giornata di proprietà di un determinato colore politico, ma appartiene a tutti i cittadini, e soprattutto ha voluto ricordare coloro che hanno combattuto, spesso a prezzo della loro giovane vita, per rendere l’Italia un Paese migliore, un Paese che anche noi dobbiamo contribuire a tenere pulito, libero dalla corruzione, dal malaffare, da ogni tipo di sopruso, dalla mafia. Il sindaco ha terminato il suo discorso citando le parole che il giovane Balbis pronunciò dinanzi al plotone di esecuzione: “Possa il mio sangue servire per ricostruire l’Unità Italiana e riportare la nostra Terra ad essere onorata e stimata nel mondo intero“. Con questo augurio e con le parole della canzone “Bella Ciao” si è conclusa una cerimonia che ha voluto, nel suo piccolo, essere un contributo alla memoria.

Di Eliseo Davì

DSC00424

 

 

Il voto dei nostri lettori
[Voti: 12    Media Voto: 4.8/5]

Commenti

Eliseo Davì
Seguimi su:

Eliseo Davì

Ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza con lode presso l'Università degli Studi di Palermo. Ha scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Scrive sul blog di informazione online "Il giornale di Isola", ha collaborato con "L'ora", con il giornale online "MasterLex", con "IoStudioNews", Tv7 Partinico e Tgs.
Eliseo Davì
Seguimi su:
Share