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Omicidio Enea, la Cassazione conferma la condanna all’ergastolo per il suo killer

Omicidio Enea, la Cassazione conferma la condanna all’ergastolo per il suo killer

A 34 anni dall’omicio è arrivata la sentenza definitiva di condanna del capomafia ergastolano di Isola delle Femmine Francesco Bruno. La Corte di Cassazione ha infatto confermato la sentenza d’appello emessa a febbraio dell’anno scorso che ha condannato Bruno a 30 anni di reclusioni per l’omicidio di Vincenzo Enea, imprenditore edile di Isola delle Femmine, avvenuta l’8 giugno 1982.

eneavPer molti anni il delitto è rimasto avvolto nel mistero e solo recentemente, grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia e sopratutto grazie alla testimonianza dei familiari della vittima (nel frattempo emigrati negli Stati Uniti per il timore di pesanti ritorsioni nei loro confronti) sono state riprese le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Francesco Del Bene. I parenti di Vincenzo Enea si sono costituiti parte civile nel processo, dopo aver svelato particolari importanti per ricostruire la vicenda e taciuti per anni. Uno dei figli della vittima, Pietro Enea, ha riferito che il giorno dell’omicidio era andato a pesca e che tornando aveva deciso di passare dal cantiere in cui suo padre stava lavorando e in quella zona avrebbe visto proprio Bruno a bordo della sua macchina.

Negli anni ’80 Enea stava realizzando degli alloggi ad Isola delle Femmine, accanto al residence Corsa Corsara. La vicina società “Bbp” di cui era proprietario anche Bruno, si sarebbe però allargata, fino a sconfinare nei terreni del costruttore. Con la mediazione di Benedetto D’Agostino, che conosceva lo storico boss di Partanna Mondello, Enea avrebbe cercato di convincere i suoi vicini ad arretrare. Ma, nel giro di pochi giorni, vennero ammazzati prima D’Agostino (omicidio per il quale Bruno è stato già condannato all’ergastolo) e poi lo stesso Enea. Secondo la Procura, quell’otto giugno, il commando sarebbe stato composto non solo da Bruno, ma anche da Riccobono (morto da tempo) e probabilmente ma non è stato mai provato – anche dal boss Salvatore Lo Piccolo.

cassazioneA giudizio comunque è finito solo Bruno, che ora è stato condannato definitivamente per l’omicidio. A darne la notizia è stata la figlia di Vincenzo Enea, Elisa: “Quanti anni di lacrime e dolore”, ha scritto sulla sua pagina facebook, “mio padre non tornerà in vita, ma da oggi potrà riposare in pace. La corte suprema di cassazione ha rigettato nel merito il ricorso di Francesco Bruno. Non mi resta che augurare una lunga vita a questo assassino mafioso ed ergastolano”. Due anni fa l’amministrazione comunale ha deciso di dedicare una piazza all’imprenditore isolano ucciso dalla mafia. In quell’occasione raccontammo la sua storia, a partire dalle ricostruzioni fatte dai giudici. Per maggiori dettagli clicca qui.

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Eliseo Davì
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Eliseo Davì

Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola", ho collaborato con "L'ora", con il giornale online "MasterLex" e tutt'ora collaboro con "IoStudioNews", Tv7 Partinico e con Tgs. E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.
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