• Home »
  • Antimafia »
  • La “Vita in Diretta” nel giardino della memoria “Quarto Savona 15” di Isola delle Femmine
La “Vita in Diretta” nel giardino della memoria “Quarto Savona 15” di Isola delle Femmine

La “Vita in Diretta” nel giardino della memoria “Quarto Savona 15” di Isola delle Femmine

A pochi giorni di distanza dal 19 luglio e dalla piantumazione di sei alberi in memoria di Paolo Borsellino e degli uomini di scorta che hanno perso la vita in via D’Amelio, la Rai torna nel giardino della memoria “Quarto Savona Quindici” di Isola delle Femmine per un’intervista a Tina Montinaro, moglie del caposcorta di Falcone. Nel corso del programma “La Vita in Diretta”, si è parlato di uno dei nipoti di Antonio Montinaro, Gaetano Fuso, 40enne salentino malato di Sla, sportivo, ex nuotatore e bagnino della polizia di Stato. Da una sua idea è nata la prima spiaggia italiana attrezzata per i malati di Sla, la spiaggia di San Foca, a Marina di Melendugno, in Puglia. “Mio marito era molto legato a Gaetano”, racconta Tina Montinaro, “e come lo era Antonio, suo nipote Gaetano è una persona molto combattiva”.

montinaroAbbiamo piantato sei nuovi alberi per ricordare tutte gli uomini e la donna della strage via D’Amelio”, spiega Tina Montinaro ai microfono di Rai1, “è bello pensare che stanno tutti qui insieme nel giardino ‘Quarto Savona 15’, il nome in codice della scorta di Falcone. E qui metteremo tutte le nostre vittime del dovere. Gli alberi sono il simbolo della memoria, della vita, e così dimostriamo che non li hanno uccisi”. Nel giardino verrà anche esposta la teca che contiene quel che resta della macchina in cui viaggiavano i tre agenti di scorta rimasti uccisi. “In quella macchina ci sta il sangue di tre ragazzi, ci stanno tre famiglie che sono state colpite duramente. Tutti devono vedere cosa è stata capace di fare la mafia. La strage di Capaci non appartiene solo a me o ai siciliani, ma appartiene a tutta l’Italia e quindi i ragazzi devono vedere. Io non ho mai chiesto o voluto vendetta, perché io non sono come loro. Non li perdonerò mai, ma noi vittime di mafia non viviamo al buio, noi sorridiamo mentre forse i loro figli non sono in grado di farlo e devono vivere sempre al buio. È questa la grande differenza”.

Tina si è poi rivolta a tutti i giovani e alle scolaresche che visiteranno il giardino, lanciando un appello: “Dovete aiutarmi tutti quanti. Visto che il giardino appartiene a tutt’Italia, io vorrei che portaste una piantina per abbellire questo bellissimo giardino”.

Il voto dei nostri lettori
[Voti: 1    Media Voto: 5/5]

Commenti

Eliseo Davì
Seguimi su:

Eliseo Davì

Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e collaboro con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.
Eliseo Davì
Seguimi su:
Share